SOPRAVVIVENZA IN MONTAGNA

 

 

 

 

In montagna non è difficile trovare neve, ghiaccio e vento. Le condizioni meteorologiche sono proibitive. Ci sono svariati pericoli da evitare per portare la pelle a casa…tra questi ci sono le valanghe. Si verificano in inverno, quando si alza la temperatura in estate e con le piogge primaverili. La VALANGA è una massa di neve che si stacca da un pendio e quando viene giù acquista dimensioni sempre maggiori e distrugge tutto al suo passaggio. Le zone dove le valanghe sono più frequenti sono gli strapiombi con pendenze che vanno dai 25° ai 60°. Bisogna tener conto anche del profilo del terreno, ad esempio nei punti in cui il terreno si presenta convesso per via dell’angolo di pendenza. Le slavine si verificano a metà inverno soprattutto sui pendii rivolti a nord, che non prendono raggi solari che impediscono alla neve di raggiungere temperature molto basse poiché la neve si stabilizza ad una temperatura appena al di sopra di quella di congelamento. Invece le valanghe sui pendii rivolti a sud si verificano nelle giornate assolate primaverili quando il calore scioglie la neve. Le valanghe si verificano di solito sempre negli stessi luoghi, strapiombi, gole aperte, alberi travolti e pietre ovunque sono i segni che indicano una zona soggetta a valanghe. Sui pendii al riparo dal vento la neve che continua a scendere ci fa capire che quella è una zona soggetta a valanghe. Le slavine avvengono spesso su pendii dolce ed erbosi, che offrono minore resistenza alla caduta della neve. Alberi e rocce possono invece prevenire valanghe per via della compattezza della neve. I VENTI superiori ai 25km/h aumenta il pericolo delle valanghe poiché fa accumulare neve sul versante riparato dal vento. Con TEMPORALI si verificano un’alta percentuale di valanghe. Una NEVICATA che dura qualche giorno è meno pericolosa di una nevicata che dura poche ore. Durante i giorni la neve lentamente si compatta e si stabilizza, mentre con una breve nevicata la neve non può stabilizzarsi. Quando la TEMPERATURA è molto bassa la neve diventa instabile. Le temperature estreme come gli sbalzi di temperatura tra giorno e notte causano aggiustamenti del manto nevoso, in caso di scarti di temperatura improvvisi si possono verificare slavine. In caso di valanga ci sono dei sistemi per uscirne, i militari inglesi danno questi consigli: togliersi lo zaino e gli sci, muoversi a lato della valanga, se ci si può muovere come il nuoto, lo stile del dorso a doppia bracciata è la migliore, dando la schiena alla valanga con la testa in alto, tenere la bocca chiusa, in una valanga di neve farinosa coprirsi la bocca e il naso con un pezzo di stoffa per fare un vuoto d’aria. Conservare le forze per quando la neve si stabilizza e perde forza, bisogna cercare di ricavare uno spazio d’aria vicino alla superficie, cercare di scavare lentamente nella neve verso la superficie, non farsi prendere dal panico. Per scendere a valle lasciandosi umido e freddo alle spalle non bisogna muoversi di notte e con scarsa visibilità. La valle può essere segnalata dall’origine di un ruscello o dalla sorgente di un fiume, evitare le zone a rischio valanga. Non tentare di CAMMINARE SULLA NEVE profonda che arriva alla vita perché rende esausti. Nelle ore pomeridiane, a nord e a ovest i pendii offrono una superficie di appoggio dura, dopo che la neve ha catturato i raggi solari e si è compattata nuovamente. I pendii all’ombra di rocce o alberi offrono maggiore percorribilità soprattutto la mattina presto dopo una notte fredda quando la neve è più stabile. Camminare in zone ombreggiate poiché il sole rende la neve instabile. Per camminare su terreni in pendenza e innevati camminare a zig-zag per evitare forti pendenze, i componenti del gruppo devono essere legati tra loro con una corda di sicurezza, viaggiando in gruppo la persona che guida la fila deve cambiare con frequenza poiché dovendo scegliere il sentiero e stare attento ai pericoli si stanca facilmente. Quando si attraversa una piana coperta di neve camminare alzando bene i piedi senza appoggiare le punte ma solo i talloni. quando si deve ATTRAVERSARE UN TERRENO ROCCIOSO E SCOSCESO, salire muovendo una mano e un piede alla volta, proseguendo solo se siete certi di avere una presa sicura, nel cercare l’appiglio successivo non allungare troppo le braccia e non divaricare troppo le gambe, per scalare verticalmente una fessura usare la tecnica del camino: poggiare la schiena su un lato della fessura mentre si esercita pressione con le gambe sul lato opposto, issarsi con movimenti lenti, cercando di mantenere l’equilibrio, tenere una posizione raccolta per evitare sforzi eccessivi. Ci sono varie PRESE per scalare una parete. PRESA A SPINGERE: ci si spinge per allontanarsi dalla parete, aiuta a tenersi bassi ed è spesso usata in combinazione con la presa a tirare. PRESA A TIRARE: viene usata per tirare su il corpo. PRESA AD INCASTRO: si effettua incastrando qualsiasi parte del corpo in una fenditura, infilare una mano in una fessura e stringerla a pugno, oppure spingere il braccio in una fenditura e fare perno sul gomito mentre ci si tiene con l’altra mano sulla parte opposta della fenditura. PRESA CONTRAFFORTE: si ottiene pizzicando con il pollice e le dita una roccia sporgente, tirando contemporaneamente verso l’esterno, oppure spingendo le braccia verso l’interno. PRESA ALL’INDIETRO: si ottiene inclinandosi da un lato avendo infilato le mani in una fessura della roccia e tirandosi su. I piedi spingono sulla roccia, questo significa che mentre le mani tirano i piedi spingono nella direzione opposta. PRESA IN ADERENZA: si avvale della pressione esercitata verso il basso su una lastra di pietra o su una sporgenza da una o da entrambe le mani, mettendo le mani sul bordo, ci si issa fino a mettere sul bordo della roccia l’avambraccio, ora, ruotando con forza il braccio per avvicinarlo al busto, il corpo viene sollevato, a questo punto si possono muovere le gambe. In montagna uno dei pericoli maggiori proviene dal CAMBIAMENTO DEL TEMPO repentino. Se si ha a portata di mano un altimetro si possono prevedere cambiamenti meteorologici utilizzandolo come barometro: un apprezzabile aumento della pressione nel giro di poche ore indica che il bel tempo dura poco; un rapido aumento della pressione nell’arco di 24 ore indica il bel tempo, se l’aumento della pressione dura solamente una giornata il bel tempo non dura a lungo; un aumento della pressione lento e graduale nell’arco di due o tre giorni indica il sopravvenire di un lungo periodi di tempo asciutto; un aumento della pressione accompagnato da vento che cambia rotta da sud a ovest e nord indica che il tempo migliorerà; si prevede foschia e nebbia quando la pressione sale a livelli inusuali, in presenza di umidità e in condizioni di calma; tempo instabile viene indicato da un aumento della pressione rapido e bizzarro intercalato da brevi precipitazioni; pioggia è indicata dal vento che cambia rotta da nord o est a sud o sud-est, accompagnato da un calo della pressione; una diminuzione lenta e continua indica il sopravvenire di un lungo periodo di pioggia; in condizioni di calma, diminuzione rapida e breve della pressione, unita all’aumento dell’umidità, indica che sta per arrivare un temporale. In montagna c’è poco CIBO, e ancor meno se ne troverà sugli alti picchi. Sui pendii più bassi si possono trovare capre e pecore di montagna, che non si lasciano avvicinare. È possibile prenderle mentre sono a testa bassa, se ci si muove sottovento. Sulle quote più basse troverete anche delle piante commestibili. La priorità assoluta è quella di raggiungere la valle, dove si trova cibo in abbondanza. In alta montagna L’ACQUA non rappresenta un problema:neve, ghiaccio, pioggia possono essere raccolti direttamente e non necessitano di purificazione. In montagna sono predominanti roccia, neve e ghiaccio. L’ambiente non offre quindi tanto materiale per COSTRUIRE UN RIPARO. Per prima cosa bisogna ripararsi dal vento e cercare di scendere a valle nel più breve tempo possibile. Se si deve costruire un riparo, allora dovrete approntare anche un fuoco per scaldarvi. Usare il materiale che avete a disposizione:bastoni, erba, escrementi secchi di capra, se li trovate. Se le rocce non offrono riparo, scavarne uno nella neve, con un sacco di plastica si può improvvisare un sacco a pelo, se ci si trova su un terreno in pendenza, dormire con la testa a monte, su terreno irregolare e pieno di sassi, dormire sdraiati sulla pancia per maggiore comodità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MANUALE DI SOPRAVVIVENZA

   

 

PETER DARMAN

 

 

EDIZIONI MEDITERRANEE