SOPRAVVIVENZA IN ZONE TROPICALI

 

 

 

 

I climi tropicali sono cinque e possono essere denominati secondo la vegetazione:foreste delle piogge, foreste stagionali quasi sempreverdi, macchia tropicale e foresta spinosa, savana tropicale. La giungla dà a chi si trova in situazione di sopravvivenza tutto ciò di cui si ha bisogno per vivere:acqua, cibo e tanto materiale per costruire ripari. Le regioni tropicali presentano un certo numero di caratteristiche comuni. Alte temperature e umidità opprimente; forte caduta di pioggia accompagnata da tuoni e lampi che fa alzare rapidamente il livello dei fiumi trasformandoli in torrenti infuriati; sull’oceano nascono cicloni e tifoni che si abbattono poi sulle zone interne portando onde di marea e devastazione; c’è una stagione secca, nel quale piove una vola sola al giorno, e una stagione dei monsoni, durante la quale piove continuamente per giorni e settimane; ai tropici il giorno e la notte hanno la stessa durata. IL MOVIMENTO. Prima di muoversi si deve pensare alla possibilità di essere avvistati e tratti in salvo dalle squadre di soccorso. Non bisogna mettersi in marcia per raggiungere chissà quale destinazione, cibo e acqua sono in abbondanza e marciare nella giungla richiede molta fatica. In molti casi, fiumi e sentieri e linee di costa rappresentano la strada più semplice da seguire anche se comportano dei problemi. Fiumi e ruscelli possono essere in piena e quindi difficili da attraversare o da percorrere. Le stesse acque potrebbero essere infestate da sanguisughe, pesci e rettili pericolosi. Ancor più pericolosa è la vegetazione che nasconde crepacci lungo i crinali o che si potrebbe estendere su un burrone oltre il terreno. Un corso d’acqua comunque è anche fonte di cibo e consente di muoversi con una zattera. Evitare roveti e paludi, nella vegetazione intensa camminare lentamente e con costanza; camminare nella giungla solo con la luce del giorno; usare un bastone per scansare la vegetazione ed evitare di infilare mani e piedi nei nidi di scorpioni; non aggrapparsi a rovi o arbusti per salire lungo eventuali pendenze poiché ci si può ferire con spine e le piante potrebbero non reggere il peso, lasciando cadere il corpo all’indietro; non camminare sui tronchi se è possibile aggirarli, la corteccia è scivolosa, si può cadere e ferirsi, o si può mettere un piede su uno dei serpenti che riposano sui tronchi; se si segue un sentiero controllare attentamente lo stato della vegetazione circostante che potrebbe indicare il passaggio dell’uomo e l’eventuale presenza di trappole o buche; non camminare su un sentiero sbarrato da una corda o da un cumulo d’erba poiché potrebbe indicare la successiva presenza di una trappola per animali. Si può facilmente rimanere intrappolati nelle SABBIE MOBILI che si trovano abitualmente nei pressi delle foci di grandi fiumi o di rive piatte. Se si rimane intrappolati dalla sabbie mobili, allargate braccia e gambe per non gravare con il peso su un solo punto e per evitare di continuare ad essere inghiottiti dalla sabbia. In questa posizione nuotare verso la riva oppure, se riuscite ad afferrare qualcosa, tirarsi a riva. ATTRAVERSARE UN CORSO D’ACQUA. Anzitutto bisogna studiare l’andamento dell’acqua per decidere quale sia il punto migliore per attraversarlo. Nell’individuare il punto di attraversamento si deve cercare una traiettoria che tagli la corrente con un angolo di 45° verso valle. Evitare luoghi rocciosi se possibile perché cadendo ci si fa male. L’acqua profonda non è sempre sinonimo di difficoltà, la corrente potrebbe essere più lenta quindi l’attraversamento più sicuro che in acqua bassa. Nell’EQUIPAGGIAMENTO necessario per attraversare una giungla ci deve essere un machete per tagliare la vegetazione, raccogliere legna e tagliare tronchi per fare una zattera, tagliare con un angolo verso il basso e l’esterno, non in orizzontale; una bussola per la direzione;medicine per curare febbre e infezioni;stivali o scarpe resistenti che rendano più facile la marcia; un’amaca per non sprecare tempo necessario a preparare un giaciglio; una rete contro le zanzare che protegge anche da altri insetti. Il pericolo principale per chi si trova in situazione di sopravvivenza ai tropici è dato dagli INSETTI che portano malattie infettive o inoculano veleno con il morso o punture. I principali nemici sono zecche, acari, mosche, zanzare, sanguisughe, ragni, centopiedi, pulci penetranti, vespe, api e formiche. CONTROMISURE. Usare prodotti repellenti per insetti, su tutte le parti del corpo scoperte e in corrispondenza delle aperture dei vestiti; indossare sempre i vestiti specialmente di notte; coprirsi  braccia e gambe, indossare guanti e una rete per le zanzare sulla testa; accamparsi abbastanza lontano da paludi e acquitrini; dormire sotto una tenda per zanzare altrimenti spalmarsi il viso di fango per allontanare gli insetti. SERPENTI E SICUREZZA. Stare attenti a dove si mettono i piedi, per quanto siano pigri i serpenti giacciono spesso immobili e potreste calpestarli; alcuni serpenti vivono sugli alberi, quindi stare attenti quando si prendono frutti dagli alberi o si staccano rami. Non fare mai sentire in trappola un serpente; per girare le pietre usare un bastone non le mani; prima di infilarsi nel sacco a pelo o di indossare dei vestiti, controllare sempre che non ci siano annidati serpenti; indossare stivali alti, molti serpenti non riescono a penetrare il pellame degli stivali con il morso; se si incontra un serpente, mantenere la calma e indietreggiare, nella maggior parte dei casi il serpente preferisce fuggire; per uccidere un serpente usare un bastone lungo e colpire il rettile dietro la testa, accertarsi di averlo realmente ucciso poiché i serpenti feriti diventano feroci. Ai tropici, L’ACQUA  è disponibile in superficie nei ruscelli, laghi e laghetti, fiumi e paludi. L’acqua ottenuta in questo modo deve essere purificata. Molte piante hanno una parte vuota in cui si accumula una riserva d’acqua. Osservare le piante con attenzione per capire se c’è possibilità di estrarre acqua, prestare attenzione alle piante a forma di Y come palme e piante aeree. Anche l’acqua tratta dalle piante può essere purificata. CIBO. La giungla è piena di piante commestibili e animali. Le piante nelle regioni umide crescono e fioriscono durante tutto l’anno, anche molto rapidamente. Prima di mangiare una pianta, procedere alla prova di assaggio a meno che sia stata identificata con certezza e classificata come commestibile. Nella giungla gli animali si muovono lungo certi sentieri. Ed è qui che si devono approntare trappole. Gli animali che si possono catturare sono: riccio, porcospino, formichiere, topi, cinghiali, bovini selvatici, scoiattoli, ratti e scimmie. Evitare di uccidere tigre, rinoceronte, bufalo, elefante, coccodrillo, caimano e cobra…nonostante siano commestibili potreste risultare voi commestibili ai loro occhi….LA PESCA AI TROPICI. Lumache e patelle si attaccano alle rocce e alle alghe sopra il livello dell’acqua, staccarle con un coltello; le cozze formano dense colonie dove ci sono rocce in acqua, sui tronchi o alla base di massi tondeggianti; il pesce più sicuro da mangiare è quello in mare aperto o che vive in acque profonde oltre le scogliere. COSTRUZIONI DI RIPARI. Nella giungla tropicale e nella foresta delle piogge il terreno è umido e brulicante di insetti, sanguisughe e rettili: durante la notte i serpenti saranno attirati dal calore del corpo e ci si può svegliare con un serpente dove proprio non si vuole….Costruire quindi un riparo rialzato che consente di dormire staccati da terra. Cercare una collinetta o un punto elevato del terreno, lontano da fonti d’acqua. Quando si pulisce un posto per costruire un riparo non dimenticare di bonificare il sottobosco e di togliere la vegetazione morta. Se il terreno è ben pulito, gli insetti che strisciano non avranno di che nascondersi e i serpenti si avvicineranno con minori probabilità. Uno spesso strato di canne di bambù o un’amaca fatta di piante rampicanti terranno lontani gli insetti e l’umidità. Dopo aver scelto il posto dove costruire il riparo, guardare per aria per non mettersi proprio sotto rami secchi pericolanti o nidi di vespe o calabroni che possono cadere con un forte vento. Se ci si trova in una palude, il riparo dovrà essere staccato da terra per non bagnarsi. In questo caso, guardarsi in giro e cercare 4 alberi posizionati a rettangolo che possano sorreggere il vostro peso. Ora tagliare dei rami da altri alberi e legarli tra i 4 precedentemente scelti in modo da costruire un giaciglio rialzato. Coprire la struttura con foglie o erba. Non dimenticare di controllare sugli alberi i segni di una eventuale marea e costruire il giaciglio sopra il livello individuato. STRUTTURA A FORMA DI “A” CON FOGLIE DI BANANO: costruire un telaio a forma di “A” e ricopritelo con foglie di palma o di altro albero a foglia larga di un certo spessore. Le foglie devono essere sovrapposte in modo da far scivolare l’acqua verso l’esterno. RIPARI A PALAFITTA: i rami dovrebbero essere legati ad intersezione in modo da costruire un piano che possa ospitare il giaciglio. Cercare di costruire un tetto impermeabile con cannucce o paglia che deve essere messa dal basso verso l’alto con il metodo della sovrapposizione del materiale. Per la copertura si possono usare canne di bambù, tagliando lo stelo della canna longitudinalmente a metà e posizionando le parti così ottenute in maniera incrociata. Le canne tagliate a metà potrebbero anche essere schiacciate ed usate per rivestire le pareti del rifugio. RIPARO PER ZONE COSTIERE: questo riparo può essere costruito sulle coste tropicali, verificando comunque il livello e il comportamento della marea. Cominciare a scavare sul lato al coperto dal vento di una duna di sabbia. Le dimensioni dello scavo devono essere tali da ospitare comodamente noi e il nostro equipaggiamento. Dopo aver completato lo scavo, costruire un muro di contenimento e il tetto con dei bastoni o delle tavole sufficientemente resistenti. Non dimenticare di lasciare un’apertura per l’accesso al rifugio. Coprire il tetto con del materiale per evitare che entri la sabbia dalle fessure. Ora coprire il tetto con uno strato di 15-30cm di sabbia per proteggere il rifugio dl vento e dall’umidità.

 

 

 

 

MANUALE DI SOPRAVVIVENZA

 

PETER DARMAN

 

EDIZIONI MEDITERRANEE